Non so…Se la vita è corta

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Non so…Se la vita è corta
O troppo lunga per noi,
Ma so che nulla di ciò che viviamo
Ha sentimento, se non tocchiamo il cuore delle persone.
Molte volte basta essere:
Collo che accoglie,
Braccia che avvolgono,
Parola che conforta,
Silenzio che rispetta,
Allegria che contagia,
Lacrima che scorre,
Sguardo che accarezza,
Desiderio che soddisfa,
Amore che promuove.
E questo non è cosa d’altro mondo,
E’ ciò che dà sentimento alla vita.
E’ ciò che fa che lei
non sia né corta,
né troppo lunga,
Ma che sia intensa,
Vera, pura…

Cora Coralina

 

 

E venne giù la pioggia

E venne giù la pioggia
Forte e copiosa a sancire la fine,
mentre l’umida terra si preparava con i suoi umori autunnali.
E venne giù la pioggia a scavare nei ricordi,
ricordi d’amore e di dolore:
ricordi di speranza.
E venne giù la pioggia
a regalarti un saluto divino e purificatore
anello di una nuova vita.
Chissà se il nome implorato a lungo era gia li ad accoglierti,
unite dalla stessa sorte e ora in pace.
E venne giù la pioggia, poi andò via.

Davvero…

pubblico1

Davvero ci sono momenti in cui l’onnipresente e logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell’infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere.
Alessandro Baricco (Oceano mare)

Settembre

Settembre

E venne per prima di settembre la pioggia
pungente come aghi di pino, di polvere
odorosa e di tiepido autunno.
Venne anche la tristezza delle foglie gialle
a spingere via le rondini,
i muggini al petrace,
le mie ansie non ancora adulte
lungo valli d’ulivi.
Il mio autunno
ha dolcezze di fanciulla che sogna,
ha i colori teneri delle tele di sacco,
vive col sole ora più tiepido
sensazioni intime,
rotola
con i suoni più quieti
verso l’autunno.

Natale Pace

UNO

siamo uno

Facciamo numerose scelte…Affrontiamo numerose paure per essere ancora una volta in piedi sul nostro sentiero…
Il nostro Cuore diviso tra l’immensità dei sogni e la fragilità del tempo,
tra l’invincibile e l’umano,
tra l’osare e l’appagamento,
è l’ago del nostro destino.
Il coraggio porta all’ardire, al nostro centro più puro
mentre la paura porta a lasciarsi andare, ai nostri limiti più assurdi.
Ma non è chi ha solo il coraggio che arriverà all’essenza,
sarà colui che tra l’inferno e l’Amore amerà entrambi,
sarà colui che ama se stesso nel sogno e nel tempo,
sarà colui che ama il divino e l’umano,
colui che sarà UNO.
di: (M. Sancini)

Finalmente parlo con me

Quando ho deciso di aprire il blog, questo è stato il primo racconto che ho voluto inserire….

Limite infinito

Sabato 24 aprile 2010

Mi ritrovo qui seduta davanti al computer a scrivere.

In televisione Giovanni Minoli mi racconta la storia d’Italia, una storia d’altri tempi quella dell’Unità d’Italia, il racconto inizia dal 1860. Cent’anni prima che nascessi io.

La storia ha sempre qualcosa di affascinante, il racconto di fatti realmente accaduti, narrati in modo sapiente hanno quasi il sapore di una favola. Una favola però amara, il sacrificio di tante vite in nome di un’ideale, peccato che oggi non esistano più ideali non si combatte più per difendere un’idea, per ciò che si ritiene giusto. L’aria che si respira è quella dell’amara rassegnazione, ci si consola dicendo che potrebbe andare peggio. Peccato, perché potrebbe andare anche meglio.

Mentre mi lascio andare a queste riflessioni mi rendo conto che non mi riferisco agli altri ma in realtà è a me stessa che sto parlando, l’ennesima delusione per un banalissimo comportamento, in parte…

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