Sonetto 23

Il lunedì shakespeariano

Come un pessimo attore in scena
colto da paura dimentica il suo ruolo,
oppur come una furia stracarica di rabbia
strema il proprio cuore per impeto eccessivo,
anch’io, sentendomi insicuro, non trovo le parole
per la giusta apoteosi del ritual d’amore,
e nel colmo del mio amor mi par mancare
schiacciato sotto il peso della sua potenza.
Sian dunque i versi miei, unica eloquenza
e muti messaggeri della voce del mio cuore,
a supplicare amore e attender ricompensa
ben più di quella lingua che più e più parlò.
Ti prego, impara a leggere il silenzio del mio cuore
è intelletto sottil d’amore intendere con gli occhi.

WILLIAM SHAKESPEARE

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Sonetto 116

Il lunedì shakespeariano

Non so voi, ma io il lunedì inizio a rilento. Allora, ho deciso, di dedicare questo giorno al più grande drammaturgo e poeta inglese William Shalespeare, che riesce sempre, ogni volta che lo rileggo, a darmi una marcia in più. Niente di meglio per iniziare una nuova settimana. Che ne pensate?

Non sia mai ch’io ponga impedimenti all’unione di anime fedeli;

Amore non è Amore se muta quando scopre un mutamento

o tende a svanire quando l’altro s’allontana.

Oh no! Amore è un faro sempre fisso

che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;

è la stella-guida di ogni sperduta barca, il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.

Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote dovran cadere sotto la sua curva lama;

Amore non muta in poche ore o settimane,

ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio:

se questo è errore e mi sarà provato,

io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.

William Shakespeare