Mi piace la gente che…

Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità,
lì c’è ancora amore.
Alda Merinialda merini

Annunci

L’ultima riga delle favole

libro-gramellini10

Un pensiero senza amore è un veliero senza vento. Puoi lucidarne la superficie, ammirarne le forme. Puoi persino spingerlo a fatica per qualche metro, ma non approderai da nessuna parte.

Massimo Gramellini

Non t’amo come se fossi rosa di sale

 

 

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T’amo senza sapere come, nè quando nè da dove,
t’amo direttamente senza problemi nè orgoglio:
così ti amo perchè non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Pablo Neruda

No te amo como si fueras rosa de sal, topacio
o flecha de claveles que propagan el fuego:
te amo como se aman ciertas cosas oscuras,
secretamente, entre la sombra y el alma.
Te amo como la planta que no florece y lleva
dentro de sí, escondida, la luz de aquellas flores,
y gracias a tu amor vive oscuro en mi cuerpo
el apretado aroma que ascendió de la tierra.
Te amo sin saber cómo, ni cuándo, ni de dónde,
te amo directamente sin problemas ni orgullo:
así te amo porque no sé amar de otra manera,
sino así de este modo en que no soy ni eres,
tan cerca que tu mano sobre mi pecho es mía,
tan cerca que se cierran tus ojos con mi sueño.

 

Sai quel posto che sta tra il sonno e la veglia, dove ti ricordi ancora che stavi sognando? Quello è il luogo dove ti amerò sempre…”

“Lo so che giunti al termine di questa nostra vita tutti noi ci ritroviamo a ricordare i bei momenti e dimenticare quelli meno belli, e ci ritroviamo a pensare al futuro. Cominciamo a preoccuparci e pensare: “io che cosa farò? chissà dove sarò da qui a dieci anni?” Però io vi dico: “Ecco guardate me!” Vi prego, non preoccupatevi tanto, perché a nessuno di noi è dato soggiornare tanto su questa terra. La vita ci sfugge via e se per caso sarete depressi, alzate lo sguardo al cielo d’estate con le stelle sparpagliate nella notte vellutata, quando una stella cadente sfreccerà nell’oscurità della notte col suo bagliore, esprimete un desiderio e pensate a me. Fate che la vostra vita sia spettacolare.” Robin Williams
21 luglio 1951 – 11 agosto 2014

https://marilenadattis.wordpress.com/2016/07/21/buon-compleanno-mio-capitano/

 

Luna gialla

Kiyo Murakami 1976 - Photo Manipulations - Tutt'Art@ (17)
Foto di Kiyo Murakami

Luna gialla mi hai rapito
In quella calda notte d’estate
quando i pensieri
diventati vita
sono entrati dentro.
I ricordi non sono bastati
L’amore ha dipinto più tardi
La mia vita
di un amore annunciato
già vissuto
già saputo
e mai raccontato.
Pungao

Buon Compleanno mio capitano!

 

Ricordo ancora la mattina dell’11 agosto 2014  quando appena sveglia appresi la notizia della perdita di Robin Williams  Ricordo ancora il senso di smarrimento e di incredulità che mi pervase.L’unica cosa che riuscii a fare, mentre un groppo mi stringeva la gola e le lacrime mi scorrevano sul viso, fu di sedermi e cercare di mettere su carta il turbinio di emozioni che mi avvolgevano. Quello che segue è l’articolo che scrissi quella mattina di due anni fa.

robin-williams.1jpg
Chicago, 21 luglio 1951

Ci sono cose alle quali non dobbiamo abituarci, io non mi abituerò mai.

Non mi abituerò alla rassegnazione, alla fatalità, al dolore, alla sofferenza.
Non mi abituerò mai a leggere sui giornali della morte, di una vita interrotta, della paura di viverla, della solitudine  in mezzo alla moltitudine.

Se n’è andato Robin Williams.

Se n’è andato così, lasciandoci addosso un vuoto, un’impotenza, un senso di inutilità del successo, della fama, della ricchezza, dei riconoscimenti, delle statuette d’oro laccate.

Robin Williams, winner for Best Supporting Actors

Questo mondo che lui ha cercato di colorare mettendosi un naso rosso. 

robin williamsnaso rossojpg

Mostrandoci le tante facce della vita,  raccontandoci le poesie più belle , trasferendoci mille emozioni.

«Cogli la rosa quando è il momento, che il tempo lo sai vola…».

Carpe diem, e poi … l’attimo fuggente … un attimo che fugge e si porta via uno dei più grandi attori del cinema.

robin-williamscapitano1

« Perché siamo cibo per i vermi… concime per i  fiori.. cogliete l’attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita». 

Quante volte abbiamo visto e rivisto questa scena, e ogni volta pensato che si rivolgesse a noi, quante volte attraverso le sue smorfie abbiamo sorriso e riso, quanti momenti abbiamo vissuto con lui. “Rendete straordinaria la vostra vita” e noi pensavamo che la sua lo fosse, che lui ci fosse riuscito a rendere straordinaria l’ordinarietà della vita, che la vita, non dico fosse immune da sofferenze, ma che quelle sofferenze che non risparmiano nessun essere umano, almeno lui avesse trovato il modo di affrontarle e di andare oltre.

« Guardo il mondo, vedo quanto possa essere spaventoso, a volte, e comunque cerco di affrontare la paura. La comicità può aiutare ad affrontare la paura, senza paralizzarti ma anche senza dirti che tutto il male sparirà. È come se dicessi: ok, posso scegliere di ridere di questa cosa, e una volta che ci avrò riso sopra avrò cacciato il demone e potrò affrontarla davvero ».

robin williams vecchio

E invece il demone ha preso il sopravvento e lo ha portato sì oltre, ma oltre la vita, oltre quel confine al di là dei sogni, “quello che è importante qui, non è capire, qui si tratta di non 
arrendersi!”.  

E forse tu ti sei arreso e ci hai lasciati soli, ma non del tutto…

“Sai quel posto che sta tra il sonno e la veglia, dove ti ricordi ancora che stavi sognando? quello è il luogo dove ti amerò per sempre…”

Hook-robin-williams-26577002-1200-799

Ci hai lasciato i tuoi sorrisi, le tue smorfie, le tue lacrime,  la tua commozione che diventava la nostra.

Ci hai lasciato il patrimonio dei tuoi film, ci hai lasciato in eredità scene indimenticabili,
momenti irripetibili ed ora che te ne sei andato abbiamo molto da perdere…

al di là dei sogni3

“Abbiamo molto da perdere: libri, pisolini … e litigi.. Ne abbiamo avuti di straordinari, dei quali ti ringrazio.. E grazie per ogni gesto gentile … Per avermi fatto sentire orgoglioso di te, per la tua forza, per la tua dolcezza, per come eri e come sei.”

Ci sono cose alle quali non voglio abituarmi mai, ma soprattutto non voglio abituarmi a dimenticare, a dimenticare le persone che ci hanno reso felici per un attimo o per un’ora, le persone che abbiamo imparato ad amare, che facciano parte del nostro quotidiano o se  in quel quotidiano magari siamo andati a cercare attraverso uno schermo, attraverso una scena,  per cercare un senso alle cose della vita.

risvegli

“ Ci deve essere un motivo per cui io sono come sono”.

È così che a volte ci si sente meno soli :“il pensiero è reale, la materia è illusione…” 

Puoi perdere te stesso. Tutto. Ogni limite. Ogni tempo. ancora lì. Quello è il miracolo. Puoi andare in paradiso e tornare indietro vivo. Ritornaci ogni volta che vuoi … o capitano , mio capitano.

robin-williamscapitano

by Marilena Dattis

 

Invictus

nelson-mandela

Nelson Mandela, 18 luglio 1918 …un uomo così non muore mai.

“Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono. Gli uomini imparano a odiare, e se possono imparare a odiare, possono anche imparare ad amare, perché l’amore, per il cuore umano, è più naturale dell’odio.”

“Invictus”, “invitto”, “mai sconfitto”. E’ una poesia scritta dal poeta inglese William Ernest Henley, che Nelson Mandela utilizzava per alleviare gli anni della sua prigionia durante l’apartheid.

Invictus

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all’altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.

Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.

Oltre questo luogo d’ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

 

Le difficoltà dell’amore .2

Speciale sull’amore (seconda parte)

Perché amore?

uomo-e-donna-abbracciati-

Il bisogno di amare

Amante è solo chi ama non colui che è amato

                                         Erich Fromm

Per la filosofia greca l’amore fu un principio cosmico, la forza che armonizza tutte le cose. Nel Simposio di Platone i personaggi del dialogo propongono discorsi in elogio di amore. Nel discorso di Aristofane si presenta l’amore (con il mito dell’androgino) come ricerca dell’unità.

Chiunque, anche ai giorni nostri, affermerebbe che l’amore è un bene prezioso, eppure, sempre più lamentano della crisi dell’amore, dell’incapacità o più semplicemente dell’inadeguatezza di poter dare e ricevere amore, anche quando questa necessità è prorompente.

Il bisogno di amare è il bisogno fondamentale dell’uomo, superiore per urgenza a quello della fame, della sete o dello stesso “sesso”, in quanto per soddisfarlo questi ultimi possono anche essere messi a tacere.                                            Erich Fromm

Erich Fromm nel libro “L’arte di amare”, sottolinea il concetto che l’amore è un’arte, quindi per impararla c’è bisogno di allenamento, di impegno, di pazienza. L’essere umano invece è indotto a pensare che, così come si cresce, così automaticamente si diventa capaci di amare: La maggior parte della gente ritiene che amore significhi essere amati, anziché amare, di conseguenza per loro il problema è come farsi amare“.

Continua a leggere “Le difficoltà dell’amore .2”

Le difficoltà dell’amore .1

Speciale sull’amore (prima parte)

L’incapacità di amare, il coraggio di cambiare

donna-problemi-con-partner2

Perché parlare d’amore? La risposta più ovvia e anche la più banale, potrebbe essere perché ne parlano tutti, tutte le riviste femminili (e non solo) trattano l’argomento.

Su internet, innumerevoli siti sono dedicati al tema dell’amore (anche a farvelo trovare naturalmente se non lo avete) se invece cercate una risposta ai vostri dubbi amorosi, digitate la domanda che vi affligge ed un esperto vi fornirà la risposta.

Niente di personale naturalmente nei riguardi della rete, per carità, anche l’editoria ha dato il suo contributo, tantissimi libri di affermati sociologi o di illustri psicologi sono stati scritti sull’argomento.

E allora cos’altro potrei aggiungere io che non sia stato già scritto.

Senza dubbio l’amore è un tema di non facile approccio; ma questo speciale nasce, innanzi tutto, da una mia esigenza personale: l’esigenza di voler mettere ordine in quel disordine, creato da tutte le teorie sull’amore lette qua e là.

E poi anche da una domanda: perché nonostante tutti questi consigli in Italia i single sono in continuo aumento? Forse gli italiani non sono così interessati all’argomento? No, questo non si può dire perché i libri in questione vendono migliaia di copie ed i siti internet aumentano quotidianamente. Ed allora? Motivo in più per cercare di capire dov’è l’inghippo.

Continua a leggere “Le difficoltà dell’amore .1”